Quando non eravamo capitalisti

Cover non eravamo capitalisti

Ci hanno raccontato che il capitalismo è l’ordine naturale delle cose, l’unico modello capace di soddisfare i bisogni e le pulsioni dell’umanità. Che, in fondo, siamo sempre stati capitalisti.

Questo libro ribalta la narrazione: il capitalismo, scrive Ellen Meiksins Wood, è un sistema giovane, nato in un luogo e tempo ben definiti. Smontando un’epica accettata quasi universalmente, l’autrice dimostra che il nostro assetto economico attuale non è emerso dall’espansione dei commerci, dai grandi viaggi oltreoceano o dall’ascesa delle città, ma da una trasformazione molto meno spettacolare avvenuta nelle campagne inglesi tra il XVI e il XVII secolo.

È lì che la terra ha smesso di essere una risorsa condivisa o garantita da consuetudini per diventare oggetto di affitti competitivi; che il primo scopo del lavoro è diventato la vendita e non il consumo; che la sopravvivenza stessa ha iniziato a dipendere dal mercato. Produrre di più, più velocemente, a costi inferiori. La tesi è tanto semplice quanto potente: il capitalismo non inizia quando aumentano gli scambi, ma quando la competizione diventa un obbligo per farcela.

Un’analisi controcorrente che risponde agli interrogativi più urgenti del presente: da dove viene questo sistema? Perché funziona in modo diverso da ogni altro? Ed è davvero l’unica opzione possibile?

Ellen Meiksins Wood
Quando non eravamo capitalisti
Le origini del sistema che ha prodotto uno sfruttamento senza precedenti
Fuoriscena, 2026
Pagg. 304/€ 19,50

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