Piano del Verde e del Paesaggio del Comune di Milano, le osservazioni dei circoli di Legambiente

Piano verde comune milano

Il Piano soffre l’assenza di una reale efficacia sulla futura variante del PGT, vero strumento prescrittivo per adattare la città agli effetti della crisi climaticaI circoli di Legambiente: “Bene aver messo nella giusta ottica tutte le necessità ambientali non più rimandabili dello spazio pubblico milanese e aver proposto un diverso modello di governance, ma senza una efficacia prescrittiva si rischia di vanificare la prospettiva politica e amministrativa di questo importante documento.”

Scade oggi il termine per inviare osservazioni, pareri e contributi all’Amministrazione milanese sul Piano del Verde e del Paesaggio, lo strumento strategico ma non prescrittivo in corso di stesura da parte dell’Assessorato all’Ambiente e Verde del Comune di Milano. Il documento si propone, come altri del genere emanati nelle ultime due consiliature (vedi ad es., nello stesso ambito, Spazio Pubblico – Linee Guida di Progettazione, 2021) di tutelare e valorizzare mediante linee guida il patrimonio verde, il paesaggio urbano e il suolo, la natura e la biodiversità.

I sei circoli milanesi di Legambiente (Reteambiente Milano, Milano Centro, Legambici, Crescenzago, Mondo Gatto, Zanna Bianca) e l’ufficio regionale di Legambiente Lombardia hanno depositato le loro osservazioni in forma congiunta, esprimendo anzitutto il loro apprezzamento per la coerenza e l’approfondimento di tutte le soluzioni previste dei diversi ambiti di uno scenario complesso come quello della tutela dell’ambiente urbano nell’era della crisi climatica.

Il Piano, per sua natura non prescrittivo, manca però per questo al suo effetto fondamentale, ovvero di informare, con tutte le importanti elaborazioni concepite sia dalla parte politica sia dagli uffici tecnici dell’assessorato, la futura – ormai oltre la presente consiliatura – revisione del Piano di Governo del Territorio (PGT). Un documento del genere avrebbe potuto, osserva Legambiente, almeno proiettare una sua maggiore efficacia nella previsione di obiettivi quantitativi e scadenze temporali a supporto degli indirizzi strategici contenuti nel Piano.

“Il rapporto tra verde, acqua e città sarà sempre di più la chiave per affrontare gli effetti della crisi climatica,” osservano i circoli milanesi di Legambiente con Legambiente Lombardia. “Il Piano del Verde e del Paesaggio, in attesa della sua assoggettabilità alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS) prevede validi contributi alla tutela del suolo, alla riduzione della frammentazione ecologica, alla difesa e alla valorizzazione delle aree agricole e naturali. Bene aver messo nella giusta ottica tutte le necessità ambientali non più rimandabili dello spazio pubblico milanese e aver proposto un diverso modello di governance, ma senza una efficacia prescrittiva si rischia di vanificare la prospettiva politica e amministrativa di questo importante documento.”

Le osservazioni dei circoli di Legambiente hanno messo l’accento sull’urgenza di recuperare la gran parte del reticolo idrico milanese oggi sommerso (ca. 400 km), al di là della semplice discussione di carattere paesaggistico espressa dal dibattito sulla Riapertura dei Navigli, concentrandosi invece su interventi che abbiano un’efficacia multilivello con i relativi benefici, sia per il verde sia per la vivibilità e la sicurezza del paesaggio urbano. Anche a questo proposito nelle osservazioni sono state inoltre richiamate le norme preordinate nella Nature Restoration Law (EU 2024) come elemento in grado di sopperire alla mancanza di prescrittività del piano.

Un altro tema osservato è quello della governance complessiva dei parchi di cintura (Parco Agricolo Sud Milano, Parco Nord Milano, rete dei PLIS). I tempi, questo il parere dei soci e dei dirigenti di Legambiente, sarebbero stati maturi per aver indicato una via di uscita dall’attuale frammentazione gestionale di queste aree protette, per un coordinamento e, in prospettiva, per l’unificazione dei compiti di amministrazione e gestione nella forma di un grande Parco Metropolitano Milanese.

I circoli suggeriscono inoltre un lavoro di cura diffusa e una pratica di cittadinanza attiva del verde attraverso un nuovo ufficio dedicato al mondo del volontariato e della formazione sul verde pubblico.

Riguardo allo stato attuale dello spazio pubblico, i pareri contenuti nelle osservazioni di Legambiente sulle modalità per realizzare nei fatti una “città verde”, resiliente e frequentabile dalle persone, indicano che la priorità nell’assegnazione degli spazi non debba più essere in maggioranza destinato alla motorizzazione individuale. Le strade possono e devono tornare a rappresentare uno spazio pubblico collettivo e multifunzionale: non più solo corridoi di traffico, ma spazi vitali di una città pubblica.

Legambiente Lombardia

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