Rosarno, Cassibile. Ma anche Foggia e Castelvolturno. Alcuni luoghi in cui migrazioni, sfruttamento del lavoro stagionale, precario, sottopagato, si incrociano con l’indifferenza, con il silenzio e con le organizzazioni criminali che gestiscono molto spesso la vita, il soggiorno e la dipartita, di persone che accettano queste condizioni di vita, solo per portare avanti un percorso, necessario, indispensabile. A volte può accadere che un modello mafioso preesistente tenti di opprimere e gestire questi percorsi. A volte può aprire il fuoco, come accaduto a Rosarno. E far scoppiare una rivolta. A seguire frammenti di storie che Libera Informazione ha raccolto in questi anni e che raccontano l’altra faccia di queste storie di immigrazione e lavoro nero nel Paese.
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