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Segnali di guerra. Così è intitolato un intervento di Enzo Ciconte del 29 aprile su L’Unità, dopo che negli scorsi giorni la Calabria è stata al centro di una escalation criminale vertiginosa equamente divisa tra la recrudescenza più violenta nelle strade (clamorosa l’autobomba esplosa il 26 a Gioia Tauro) e i nebulosi misteri in Procura con la cimice scovata in uno degli uffici, a Reggio Calabria. Segni importanti, preludio di quello che potrebbe da qui a breve, se già non lo è, trasformarsi in un confronto serrato e conclamato tra clan avversari, una nuova guerra di ‘ndrangheta. Da Torre Annunziata a Castelvolturno. Una scia di sangue ha insanguinato questa settimana la Campania. Nel mirino sono i finiti alcuni parenti di pentiti: a Torre il fratello di un collaboratore di giustizia, nel casertano il padre di Bidognetti, camorrista pentito la cui lettera aperta contro il clan aveva avuto parecchia risonanza.
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