In ricordo di Domenico Cannata

Mano adulto e bambino

“Il vero amore deve sempre fare male. Deve essere doloroso amare qualcuno, doloroso lasciare qualcuno. Solo allora si ama sinceramente” (Madre Teresa di Calcutta).

Caro Papà,

iniziamo questa lettera consapevoli di non poter fare diversamente, la vita ci ha posto un sacco di domande, anche la morte, la tua morte. In un certo senso, sentiamo di aver sperimentato direttamente la morte, perché una parte di noi se n’è andata quando te ne sei andato tu dal mondo, avevamo ancora tantissime domande sulla vita. Perché esiste la sofferenza? Come possono essere felici le persone che soffrono? Come può qualcuno sentirsi realizzato alla fine della propria vita?

La vita è molto pesante. Ci svegliavamo e la prima cosa che pensavamo era: nostro padre è davvero morto.

Viviamo per mantenere vivo il tuo ricordo. Viviamo per renderti orgoglioso e farti sorridere. Viviamo per essere in grado di mostrare agli altri come ci si sente a essere veramente amati, perché questo è ciò che hai fatto per noi tutta la vita.

Thomas Campbell ha detto: “Vivere nei cuori che lasciamo dietro di noi, non è morire”. Questa citazione ci ricorda che è possibile per noi ricordare alle persone ogni giorno chi eri. Anche se non ti conoscevano, per noi è importante che il modo in cui ti raccontiamo agli altri, li faccia pensare e riflettere sul coraggio e la forza di combattere le ingiustizie.

La tua assenza è una continua battaglia con noi stessi, con i nostri pensieri vuoti .

Diresti, direbbero perché vuoti? Perché vorremmo riempirli Papà, vorremmo riempirli con un po’ di noi, dei momenti nostri, di quella lunga chiacchierata fatta di grandi progetti, di grandi cose, vorremmo riempire un po’ della nostra esistenza con delle foto, che sappiano anche di noi, accanto a te.

Ogni giorno sei una foto in meno, sei un momento perso, sei un ricordo che si somma ai ricordi, sei uno sguardo dritto al cielo per sentirci sempre più figli di questo manto azzurro, come i tuoi occhi azzurri, orfani in questa terra di un padre impercettibile, ma più vivo di quanto potessimo mai immaginare, ti sentiamo ed è questo che ci fa star male, noi ti sentiamo, ti vediamo, sei ancora la nostra coperta nei momenti più freddi, sei ancora quella voce che ci chiama, che ci rimprovera, che ci culla, che accarezza le nostre paure.

A volte le cose rimangono in sospeso, le parole non dette, i sentimenti inespressi.                        

Se esiste un ruolo che nessuno di noi abbandona veramente nel corso della vita, è proprio quello di figlio.

Ormai siamo più vecchi di te, caro papà, quando ci baciavi. Ma nel ricordo, siamo anche i bambini che tu conducevi per mano.

Caro Papà, il nostro cuore continua a battere forte e non sappiamo il perché, poi guardiamo quelle poche foto che abbiamo e capiamo, è il nostro grande amore per te.

Ti vogliamo tantissimo bene.

Teresa, Marino, Francesco, Espedito

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