È morto il boss Domenico Papalia, scarcerato a luglio dopo 49 anni

Domenico papalia

Nessuno tocchi Caino: ‘Era condannato a fine pena mai’

È morto a 81 anni all’ospedale San Paolo di Milano, dove era ricoverato per un tumore, Domenico Papalia che era stato rilasciato a luglio dopo 49 anni di carcere.

Originario di Platì, con i fratelli Rocco e Antonio è stato considerato uno dei boss della ‘ndrangheta trasferita al Nord, a Buccinasco.

Dopo la condanna per l’omicidio del boss Antonio D’Agostino a Roma nel 1976 per lui si aprono le porte del carcere. Nel 2017 viene assolto dal tribunale di Perugia con formula piena ma intanto erano già arrivate altre condanne, per l’omicidio dell’avvocato Pietro Labate a Milano nel 1983 e come mandante per l’omicidio nel 1990 dell’educatore del carcere di Opera Umberto Morbile, a Carpiano, nel Milanese. E Papalia, che si è sempre professato innocente, resta in carcere diventando l’ergastolano più longevo d’Italia.

Resta in carcere per quasi 50 anni fino a quando il tribunale di Sorveglianza di Bologna dà l’ok alla scarcerazione per motivi di salute, mentre era da tempo iniziata una battaglia per fare uscire di cella Papalia che negli anni ha studiato e intrapreso un percorso di giustizia riparativa.

“Stanotte – ha scritto su Fb Elisabetta Zamparutti, tesoriera di Nessuno tocchi Caino – è venuto a mancare Domenico Papalia, condannato al fine pena mai e a una pena che, dopo mezzo secolo di carcere, era diventata anche pena corporale. Ci conforta il fatto che non sia morto nella tomba del cimitero dei vivi, qual è il carcere, ma in un luogo diverso dove ha potuto essere circondato dall’affetto dei suoi cari”.

“Abbiamo invocato e sostenuto la sua scarcerazione non solo per i gravi motivi di salute ma, molto più importante, per la sua ‘innocenza’, la più preziosa, quella di una persona ormai da decenni diversa dal delitto e tale da non nuocere a nessuno (questo vuol dire letteralmente innocente). La sua bontà, non solo quella della buona condotta carceraria, ma delle opere di bene che, anche dal carcere, ha fatto per il prossimo, a partire dai più deboli, ne fa un uomo esemplare” ha aggiunto spiegando che verrà ricordato il 1 settembre al laboratorio Spes contra spem nel carcere di Parma insieme ai suoi compagni di pena.

Fonte: Ansa

Morto Domenico Papalia, storico boss della ‘ndrangheta al Nord: aveva 81 anni

Conosciuto come ‘don Micu’, era da tempo gravemente malato per un carcinoma alla prostata. Era stato ricoverato il 17 agosto all’ospedale San Paolo di Milano

Considerato per decenni uno dei principali capi della ‘ndrangheta trapiantata in Lombardia, Domenico “Micu” Papalia è morto all’ospedale San Paolo di Milano. Era stato scarcerato a luglio per gravi motivi di salute dopo 49 anni di detenzione

È morto all’età di 81 anni Domenico Papalia, storico esponente della ‘ndrangheta e figura ritenuta dagli investigatori tra le più influenti dell’organizzazione mafiosa nel Nord Italia. Il decesso è avvenuto all’ospedale San Paolo di Milano, dove era ricoverato dal 17 agosto a causa dell’aggravarsi delle condizioni legate a una patologia oncologica da cui era affetto da tempo. Conosciuto nell’ambiente criminale con il soprannome di “Micu”, Papalia era stato scarcerato lo scorso luglio dopo quasi mezzo secolo trascorso dietro le sbarre. Il Tribunale di Sorveglianza aveva accolto un’istanza di differimento della pena per motivi di salute, concedendogli la detenzione domiciliare. Una libertà durata poche settimane: le sue condizioni si erano ulteriormente aggravate.

Originario di Platì, nel cuore dell’Aspromonte reggino, Papalia apparteneva a una delle famiglie storicamente più potenti della ‘ndrangheta. Insieme ai fratelli Antonio e Rocco è stato indicato da numerose inchieste giudiziarie come protagonista dell’espansione delle cosche calabresi nell’hinterland milanese, in particolare tra Buccinasco e Corsico, territori diventati negli anni uno dei principali avamposti della criminalità organizzata calabrese fuori dalla regione d’origine.

La sua vicenda giudiziaria attraversa quasi cinquant’anni di storia criminale italiana. Arrestato nel 1977, era stato inizialmente condannato all’ergastolo per l’omicidio del boss Antonio D’Agostino, avvenuto a Roma nel 1976. Nel 2017, tuttavia, la Corte d’Assise d’Appello di Perugia lo assolse in sede di revisione con la formula “per non aver commesso il fatto”.  L’assoluzione non comportò però la sua liberazione. Su Papalia pesavano infatti altre condanne definitive all’ergastolo, tra cui quella come mandante dell’omicidio di Umberto Mormile, educatore del carcere di Opera assassinato nel 1990 a Carpiano, nel Milanese, in un delitto che per anni è rimasto al centro di inchieste e interrogativi sui rapporti tra criminalità organizzata e apparati deviati dello Stato.

Nel corso degli anni il suo nome è stato inoltre associato alle grandi attività criminali che hanno caratterizzato l’ascesa della ‘ndrangheta in Lombardia: sequestri di persona, traffico di droga, estorsioni, riciclaggio e infiltrazioni nell’economia legale. Gli investigatori lo hanno più volte descritto come uno dei punti di riferimento della cosca Papalia-Barbaro, ritenuta tra le più radicate e potenti nel Nord Italia. 

Fonte: Rainews

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