Voci dalle carceri: viaggio nei circuiti di Alta Sicurezza
Nelle sezioni di Alta Sicurezza delle carceri ci stanno “i mafiosi”. Bisogna trattarli duramente, si dice, perché non c’è possibilità di recuperarli. Chi pensa il contrario viene ritenuto, nella migliore delle ipotesi, un ingenuo, un “buonista” e, nella peggiore, uno che non ha il senso dello Stato. E se non fosse così? Ornella Favero, da vent’anni impegnata, con Ristretti Orizzonti, nell’informazione, nella formazione e negli interventi sulle pene e sul carcere, ha compiuto un viaggio nell’Alta Sicurezza. Ha visitato gli istituti, parlato con i detenuti e il personale, sentito i familiari. Di quel viaggio e di quell’esperienza questo libro propone qui una sintesi di grande efficacia e intensità. Con una conclusione univoca: l’impostazione sottostante ai circuiti di Alta Sicurezza è spesso crudele. È tempo allora di cambiare strada perché, come sostiene Agnese Moro, figlia dello statista ucciso dalle Brigate Rosse, «non bisogna buttare via nessuno». E perché l’orizzonte della rieducazione è, in concreto, praticabile per tutti.
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