Beato il popolo che ha bisogno di eroi

Cover gramellini

«Beato il popolo che non ha bisogno di eroi» faceva dire Brecht al suo Galileo per difenderlo dall’accusa di essere sceso a compromessi con il potere.

Aveva ragione: in un mondo senza conflitti né ingiustizie – senza dolore – non ci sarebbe alcun bisogno di persone disposte a mettere a repentaglio la propria vita o la propria zona di conforto per gli altri. Ma da quel mondo ideale, che poi era il Paradiso Terrestre, ci hanno cacciati per ignominia. O ne siamo scappati per noia.

In ogni caso adesso siamo qui, e qui gli eroi ci servono eccome. Occorre solo intendersi su chi sia oggi, un eroe. Una creatura senza punti deboli? No, quello è un dio. O un bluff. L’eroe è, per sua natura, imperfetto. Ha una ferita dentro che non si cicatrizza mai e può sanguinare all’improvviso. Però non smette di avanzare, sempre in bilico tra il trionfo e la disfatta. Non è invincibile, è irraggiungibile.

Nel corso degli anni Massimo Gramellini ne ha incontrati tanti e ha scritto cinquantadue storie per raccontare il viaggio dell’Eroe dall’infanzia alla vecchiaia (e oltre). Si possono leggere una alla settimana per un anno intero, oppure tutte d’un fiato. In ordine, o saltabeccando tra le pagine.

Aiutano a combattere quello sconforto che talvolta ci pervade fino a immobilizzarci, come se ogni cosa fosse sfuggita al nostro controllo e il cinismo rappresentasse l’antidoto allo smarrimento. Mentre l’unico modo di combattere l’oscurità è provare ad accendere qualche luce.

Massimo Gramellini
Beato il popolo che ha bisogno di eroi
Solferino, 2026
Pagg. 240/€ 18,90

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