Ora che Mauro Donato è tornato a casa sarà il caso di non dimenticare chi continua a percorrere e a soffrire lungo quelle rotte della disperazione. Il modo migliore per farlo sarà quello di riprendere le sue fotografie, ingrandirle, farle vedere e tornare con altre “luci” a illuminare quei luoghi e quei volti che i potenti di ogni colore e di ogni nazionalità vorrebbe oscurare e forse sopprimere.
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