Appalti pubblici truccati ma anche incarichi pilotati grazie alla complicità di alcuni dipendenti comunali. Emerge tutto questo dall’operazione antimafia che all’alba di oggi ha portato agli arresti domiciliari un funzionario del comune di Misilmeri (Palermo), Irene Gullo di 50 anni e un ingegnere, Paolino Rizzolo di 44 anni. Altri 8 professionisti sono destinatari della misura cautelare interdittiva del divieto temporaneo di esercitare la professione. Le indagini hanno preso il via dopo l’operazione antimafia ‘Sismà con cui il 14 aprile 2012 era finito in carcere l’allora reggente del mandamento di Misilmeri Francesco Lo Gerfo. Le attività investigative avevano evidenziato «infiltrazioni mafiose all’interno del comune di Misilmeri». Come spiegano i militari dell’Arma, tant’è che l’amministrazione comunale nel luglio del 2012 era stata sciolta. Le gare d’appalto sotto la lente di ingrandimento, ritenute illecite dagli inquirenti riguardano: l’affidamento del servizio di progettazione esecutiva, direzione dei lavori e coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione delle opere di regimazione idraulica in contrada Piano Stoppa di Misilmeri, ma anche la progettazione definitiva, esecutiva e coordinamento della sicurezza in fase di progettazione per la realizzazione di un impianto sportivo su un terreno confiscato alla mafia a Misilmeri, la gara per l’affidamento del servizio di consulenza nel procedimento amministrativo di revisione del piano regolatore generale di Misilmeri e l’affidamento del servizio di progettazione definitiva ed esecutiva per la realizzazione di un’infrastruttura eliportuale di Godrano
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