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San Cipirello: sequestro di marijuana in contrada Kaggio: trovate 10 mila piantine


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Blitz dei carabinieri della locale stazione nelle campagne attorno a
San Cipirello: scoperta e sequestrata una maxi-piantagione di canapa
indiana in contrada Kaggio, in territorio di Monreale, a pochi
chilometri da San Cipirello.
Dopo giorni di perlustrazione del
territorio, e ricerca con i metodi classici dell’osservazione e del
pedinamento, i carabinieri della stazione di San Cipirello,
insieme agli uomini della compagnia di Monreale e con il supporto aereo
di un elicottero del 9° Elinucleo carabinieri di Palermo, e coordinata
interamente dal Gruppo Carabinieri di Monreale, hanno scoperto una maxi
piantagione di cannabis sativa in contrada Kaggio, del comune di
Monreale, nei pressi di San Cipirello, proprio ai piedi del Monte
Kumeta.
Dopo aver individuato la piantagione, è iniziata da parte
dei Carabinieri l’attività di osservazione, proprio dal monte Kumeta,
con potenti tele obiettivi, che hanno consentito di constatare come era
accudita la piantagione e di verificare chi materialmente la gestiva.
Così alle prime luci dell’alba di ieri i carabinieri hanno deciso di intervenire.

Verificata
dagli “osservatori” la presenza sul posto dell’individuo che si
occupava della coltivazione, è stata effettuata prima una cinturazione
dei luoghi e quindi il blitz. Arrivati sul terreno la squadra di
intervento dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Monreale subito
intimava l’alt all’uomo, che nonostante fosse circondato ha tentato una
disperata fuga a piedi per i campi circostanti, durata solo pochi
minuti in quanto raggiunto immediatamente dalla squadra di cinturazione
dei carabinieri di San Cipirello e dai cani del Nucleo Cinofili.

L’uomo
che era stato sorpreso proprio mentre riforniva d’acqua il serbatoio
collegato al sistema di irrigazione della piantagione, identificato
successivamente in Coppola Francesco, trentenne, agricoltore di
Partinico, è stato immediatamente tratto in arresto.
Da quel
momento iniziavano il sopralluogo e le ricerche del proprietario del
fondo, identificato in V.L.M. quarantenne di San Giuseppe Jato.

L’attività
di sopralluogo, effettuata con l’ausilio di personale del Dipartimento
di Scienze botaniche dell’Università degli Studi di Palermo, consentiva
di verificare la presenza, su un ettaro e mezzo di terreno, di circa
10.000 piante di cannabis sativa, di prevalenza femmina in buono stato
vegetativo, disposte a 2 file, negli interfilari di un vigneto a
spalliera, con densità media di semina di 2-3 piante a metro, con età
stimabile a più di un mese, altezza media 150 cm con esemplari alti
fino a 2 metri. Dalle piante era ricavabile circa 300 grammi di
prodotto finito per ciascuna per un totale di circa tre tonnellate di
marijuana. In più all’interno di una cisterna sono state rinvenute
circa 700 piante di canapa già raccolte e pronte per l’essiccazione,
con un prodotto finale di 210 kg di marijuana. Il valore economico
della sostanza stupefacente rinvenuta sul mercato all’ingrosso avrebbe
fruttato circa 3 milioni di euro.

Ma oltre all’estensione
della piantagione quello che ha stupito i militari operanti è stata
l’ingegnosità del sistema di irrigazione, articolato su un silos
d’acqua, che tramite un motore a scoppio e un sistema di tubi in gomma
estesi su tutto il terreno, forniva d’acqua con modalità “a goccia”
solo ed esclusivamente le piante di marijuana. Il silos veniva
periodicamente riempito tramite rabbocco d’acqua effettuato da una
cisterna trainata da un trattore trovato sul posto.
Tutta la
piantagione, dopo la campionatura e il sequestro, è stata estirpata e
data alle fiamme. Il sistema di irrigazione, i silos e le macchine
agricole rinvenute sui luoghi sono stati posti sotto sequestro.
Nel
frattempo le ricerche hanno portato all’individuazione e al fermo di
polizia giudiziaria del proprietario del fondo agricolo. Secondo gli
organi inquirenti è indiziato di aver concorso nell’attività di
coltivazione della piantagione di cannabis.

Un terzo uomo
infine è stato denunciato a piede libero in quanto proprietario del
fondo contiguo dove era stato posizionato il silos del sistema di
irrigazione.
L’arrestato ed il fermato dopo le formalità di rito
sono stati condotti, dopo le lunghe formalità di rito, in tarda nottata
presso il carcere Ucciardone di Palermo e messi a disposizione
dell’Autorità Giudiziaria.