Questo è un paese dove i livelli di impunità – pretesa – di giorno in giorno alzano non solo di livello, ma anche di numero. Questo è un Paese dove è giusto indagare sui poveri disgraziati di clandestini che arrivano nelle nostre terre dopo avere sfidato la morte, magari prima di essere scoperti e arrestati hanno fatto da manodopera a imprenditori senza scrupoli che più che i contratti di lavoro conoscono le regole dello schiavismo e dello sfruttamento, col risulatto poi che i clandestini vengono arrestati e i loro sfruttatori se la cavano senza un solo secondo di carcere e pagando una ammenda di poco conto, questo è un Paese dove l’emergenza riconosciuta è quella della microcriminalità, furti e scippi, del giovane tossicodipendente costretto a fare il pusher per guadagnarsi la dose quotidiana, questo è un Paese dove toccare un politico anche in una indagine stupida per un presunto reato rappresenta esso stesso un reato che non ha bisogno di indagini, interrogatori e processi per essere definito tale. E lezione in questo senso arriva dal critico d’arte Vittorio Sgarbi, oggi sindaco di Salemi. Sgarbi minaccia le dimissioni perchè la Finanza indaga su un presunto caso di peculato. Una costa piccola piccola, l’auto del Comune usata per portare in aeroporto alcuni giornalisti, da Salemi all’aeroporto di Palermo. Il sindaco è un fiume in piena di rabbia: «Se per il lavoro di rinascita che ho fatto e faccio a Salemi con l’obiettivo di risollevarla dall’oblìo e dall’incuria in cui l’hanno tenuta i miei predecessori, debbo anche subire le indagini della Guardia di Finanza, mi dimetto in questo istante da sindaco».
Giorni or sono la Finanza ha bussato al Comune di Salemi e i finanzieri, su delega della Procura di Marsala, hanno fatto domande e chiesto carte per verificare – lo dice Sgarbi – le modalità di utilizzo di una vettura di proprietà del Comune. «Subire una indagine perché, con la benzina pagata per giunta di tasca propria dal Vice Sindaco (Antonella Favuzza, farmacista, incaricata dapprima del cerimoniale del Comune e poi chiamata a fare il vice di Sgarbi dallo stesso sindaco ndr), abbiamo prelevato e poi riaccompagnato all’aeroporto i giornalisti di quotidiani nazionali arrivati a Salemi per un convegno, e tra questi il responsabile delle pagine culturali del quotidiano “La Repubblica”, mi sembra semplicemente una vergogna che non posso tollerare. Invece di essere ringraziato, mi indagano».
Questo è un Paese dove c’è chi pensa ogni giorno sempre di più che la legge non è uguale per tutti e non deve esserlo, che c’è chi può reclamare di avere diritto a sottrarsi a controlli e verifiche. Ma il sindaco Sgarbi fa di più. Per difendere se stesso scopre, e non è la prima volta che lo fa, l’esistenza della mafia, la cui esistenza pare essere a comando, a secondo di ciò che accade attorno e attorno a Salemi in modo particolare. Sgarbi si lamenta così: «Mentre le mie denunce sulla mafia rimangono sostanzialmente inascoltate e non si fa nulla per capire come la mafia controlli gli impianti eolici, si impegnano le forze dell’ordine per stilare l’elenco di chi è salito sulla macchina, a che ora, per quanti minuti: si vergognino». Sgarbi aggiunge: « Io non ho nessuna intenzione di mettermi a combattere anche quella che dovrebbe essere l’antimafia. So di avere come nemici la mafia, gli untori che compilano esposti anonimi e quella politica che teme ogni cambiamento, ma non posso accettare che debba difendermi anche dalla Guardia di Finanza per tutto quello che ho fatto a Salemi, che è sotto gli occhi di tutti, apprezzato in Italia come all’estero».
E però per Sgarbi le cose non vanno bene lo stesso quando si tenta di accertare quello che è stato fatto dalla sua amministrazione a Salemi: pochi giorni addietro è circolata la notizia di debiti fuori bilancio in arrivo all’esame del Consiglio comunale per 200 mila euro, la notizia è finita scritta sui giornali e Sgarbi se le è presa molto male, ha fatto una nota affermando che i debiti ci sono ma nell’ordine di 37 mila euro, ma più che altro ha colto occasione di insultare chi aveva scritto quella notizia. Anche qui una lesa maestà, la pretesa che a scrivere di Salemi debbono essere magari quei giornalisti portati in auto da un punto all’altro e delle cose che al sindaco fanno piacere. Non è Sgarbi l’unico sindaco a pensarla in questo modo nei confronti della stampa, è il vizio di tantissimi politici. Almeno su questo lui non è da solo ma è in buona compagnia, dal presidente del Consiglio in giù, fino ad arrivare all’opposizione. E l’informazione non è libera non tanto per politici come Sgarbi che con violenza e irruenza contestano il lavoro dei cronisti, ma perchè dentro l’informazione c’è chi è pronto a dare ragione a Sgarbi ed ai politici come lui. C’è chi pensa che a proposito di cronaca nera e giudiziaria è meglio scrivere dei clandestini che non dei politici che non fanno buon uso dei soldi pubblici. E che magari a giorni alterni a secondo delle convenienze sostengono o meno l’esistenza della mafia. Ai mafiosi poi il discorso piace: si nega la loro esistenza davanti a fatti certi, li si indicano presenti poi magari dove loro proprio non ci sono e sono sicuri che non saranno trovati e allora c’è chi dirà che la mafia non esiste.



