La sera del 16 settembre 1970 Mauro De Mauro, giornalista de «L’Ora», scompare a Palermo. Aveva detto ai colleghi di essere sulle tracce di qualcosa che avrebbe fatto saltare in aria «mezza Italia». A oltre cinquant’anni di distanza, nessun colpevole, nessun movente accertato.
Mauro Canali riapre il caso da una direzione mai esplorata ovvero la prima vita di De Mauro, quella fascista, ignorata da entrambe le istruttorie. La chiave, secondo l’autore, era lì.
Due istruttorie, un processo, un imputato eccellente assolto; il caso De Mauro ha sempre ruotato attorno all’ipotesi mafiosa e alla pista Mattei, sfiorata ma mai percorsa fino in fondo. Quello che nessuno ha indagato con sistematicità è il prima: la militanza nella Repubblica di Salò, il ruolo nella X Mas, i legami mai recisi con Junio Valerio Borghese, l’area dell’eversione nera e i servizi segreti.
«Se la personalità e il passato di Mauro De Mauro si fossero posti con più decisione al centro delle indagini sulla sua morte, forse si sarebbe potuta percepire la portata dei complotti, degli attentati e dei moti eversivi che di lì a poco, in quella lunga, terribile stagione politica, avrebbero messo in pericolo le istituzioni democratiche».
Canali ricostruisce questa biografia sommersa e l’intreccio tra fascismo repubblichino, criminalità organizzata e apparati deviati dello Stato, a pochi mesi dal tentato golpe Borghese. Ne emerge un caso che chiama in causa alcuni nodi irrisolti della storia repubblicana, e una verità che qualcuno ha avuto interesse a non trovare.
Mauro Canali
Ritratto di giovane fascista
Il caso Mauro De Mauro
Donzelli Editore, 2026
Pagg. 224/€ 18,00



