La notizia è che Riccardo Villari è entrato a far parte del movimento dei Radicali Italiani dopo essere stato espulso come è noto dal Partito Democratico. Non voglio parlarvi della sua vicenda politica che ormai è stata scritta e riscritta con tutte le valutazioni del caso. Quanto piuttosto notare che questo non è che l’ennesimo passaggio politico di Villari che ha militato nell’UDEUR e ancora prima nel partito dei Cristiani Democratici Uniti di Rocco Buttglione. Le cronache politiche ci dicono che ormai il presidente della Commissione di vigilanza della Rai ha le ore contate e che sarà “dimissionato d’ufficio” dopo aver fatto perdere tempo prezioso per le delicate delibere cui da tempo la Commissione stessa avrebbe dovuto provvedere. L’aggiornamento odierno riferisce che per costringere il presidente alle dimissioni o la Commissione stessa a decadere è stato necessario che ben 39 membri dell’organismo si dimettessero. Il dato su cui vorrei proporvi di riflettere è piuttosto su quale idea di politica e quali valori di fondo portano un partito a candidare Villari e ad escludere Nando Dalla Chiesa. Chiaro che è solo un esempio ma che basta a definire la deriva che contamina ormai ogni piega della politica italiana che necessita dell’ambulanza di una riforma profonda e radicale.
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