È un processo storico, quello che si sta celebrando presso la prima corte di Assise di Milano. Un processo che vede un unico imputato a giudizio – ovvero Rocco Schirripa, ‘ndranghetista accusato di aver preso parte al delitto del Procuratore Bruno Caccia, il 26 giugno del 1983 – ma che vedrà in aula come testimoni personaggi di primo piano della criminalità organizzata degli anni ’80 a Torino.
Nella scorsa udienza, infatti, è stato sentito come testimone l’unico responsabile accertato del delitto: Domenico Belfiore, condannato in via definitiva alla pena dell’ergastolo per essere il mandante dell’omicidio Caccia ed oggi ai domiciliari per gravi ragioni di salute.
Ma non solo. A seguire, in aula, ha fatto il suo ingresso Vincenzo Pavia, cognato di Belfiore, dal 96 collaboratore di giustizia, l’uomo che aveva indicato nelle sue dichiarazioni alla magistratura il nome di Rocco Schirripa come uno dei possibili assassini del Procuratore Caccia.
Processo Caccia: in aula Domenico Belfiore, mandante dell’omicidio
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