
Subito dopo l’omicidio di Piersanti Mattarella, il 6 gennaio di 31 anni fa, Piero Grasso arrivo’ nel luogo del delitto come pm di turno. Oggi il procuratore antimafia e’ tornato in via Liberta’ 147, a Palermo, per commemorare l’allora presidente della Regione siciliana. ”Quel giorno – ha ricordato Grasso – ero proprio davanti a questo scivolo di cancello. Dopo le prime indagini ho avuto delle intuizioni che pero’ non si sono mai potute dimostrare: cioe’ che si tratta di un delitto politico-mafioso”. Per l’assassinio Mattarella le indagini pero’ non sono potute andare oltre i mandanti del delitto, cioe’ i capi mafiosi di quel periodo. La sentenza ha condannato all’ergastolo i capimafia e boss Toto’ Riina, Bernardo Provenzano, Bernardo Brusca, Pippo Calo’, Antonino Geraci e Francesco Madonia. Furono anche rinviati a giudizio i neofascisti Gilberto Cavallini e Giusva Fioravanti, quest’ultimo fu riconosciuto ”con quasi certezza” dalla vedova di Mattarella, ma entrambi furono assolti.
Per il procuratore Grasso ”nemmeno all’interno di Cosa nostra si riescono ad avere notizie su questi fatti eccezionali per un’organizzazione criminale che spesso e’ stato braccio armato di altri poteri”. ”E’ questo il contesto – ha sostenuto – in cui va indagato questo omicidio che ha fermato un cambiamento e uno sviluppo”. Il procuratore e’ convinto che ”ci sono state azioni di depistaggio nel corso delle indagini, in particolare da Vito Ciancimino, allora collante tra politica e mafia nell’attribuire alle Brigate rosse l’omicidio”. Questo ”e’ indicativo”, ha insistito Grasso, ”del tentativo di portare da un’altra parte i vertici investigativi dell’epoca”. Mattarella, allievo prediletto di Aldo Moro, era con la moglie e i figli, e stava andando a messa, quando un killer ”dagli occhi di ghiaccio”, come lo defini’ la vedova Irma Chiazzese, gli sparo’. Tra i primi a dubitare che si trattasse di un delitto solo mafioso fu Leonardo Sciascia. Piu’ avanti giunsero rivendicazioni da parte di Nar e Brigate Rosse, giudicate un depistaggio dai magistrati. In via Liberta’ la vedova Irma Chiazzese, i figli, i nipoti e il fratello Sergio Mattarella stamattina hanno deposto una corona di fiori, alla presenza delle autorita’ istituzionali e politiche siciliane.
Una cerimonia di commemorazione si e’ svolta anche a Castellammare del Golfo (Tp), citta’ dove nacque Mattarella, nel 1935. Il sindaco, Marzio Bresciani, ha deposto una corona di fiori sulla tomba del politico dopo la benedizione di don Franco Giuffre’ nel cimitero comunale.
*di Alfredo Pecoraro



