“Chiacchiere tra ex carcerati”: così il boss
Antonino Rotolo ha spiegato le proprie conversazioni svolte nel capanno
annesso al residence in cui, fino al giugno del 2006, il boss di
Pagliarelli scontava l’ergastolo in detenzione domiciliare. Rotolo ha
risposto oggi alle domande dei giudici della I sezione della Corte
d’assise di Palermo, nel processo “Old Bridge”, che vede imputato
Tommaso Inzerillo, accusato di due omicidi avvenuti negli Stati Uniti,
tra il 1981 e il 1982. Nelle conversazioni, captate dalle microspie nel
2005, il capomafia sosteneva che Inzerillo aveva fatto uccidere due
parenti per salvare se stesso dal destino inflitto agli “scappati”, i
mafiosi condannati a morte dai corleonesi per la loro vicinanza ai
“perdenti”. “Non riferivo cose vere – ha detto Rotolo – in carcere si
dicono tante cose per delegittimare gli altri”.
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