Beni del valore complessivo di circa 10 milioni di euro sono stati confiscati dai carabinieri su disposizione del Tribunale di Palermo a Simone Castello, 60 anni, imprenditore di Villabate, ritenuto tra i favoreggiatori di Bernardo Provenzano con un ruolo nel recapito dei “pizzini” del capomafia e nel riciclaggio di denaro per conto di Cosa Nostra. Castello era stato coinvolto nell’operazione “Grande Oriente” del novembre del 1998, quando erano state arrestate dai carabinieri del Ros una cinquantina di persone accusate di far parte della rete di fiancheggiatori che copriva allora la latitanza di Provenzano. La confisca colpisce l’intero capitale sociale e i beni delle societa’ “Salpa srl” e “Gaia srl”, entrambe con sede a Villabate e operanti nel settore della commercializzazione di prodotti agricoli, un complesso immobiliare adibito a opificio, 30 vasti appezzamenti di terreno, di cui 2 edificabili e 9 corredati di fabbricati rurali, tra Bagheria e Villabate in provincia di Palermo, e Vittoria, Comiso, Chiaramonte Gulfi in provincia di Ragusa, infine una villa a Bagheria. Il Tribunale di Palermo ha anche disposto a carico di Simone Castello la misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza per la durata di 3 anni e 6 mesi.
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