“Mio padre mi disse: ‘Ricordati che i
tuoi guai cominceranno quando io moriro”. Ed e’ stato vero,
perche’ poco dopo fui indagato con l’accusa di associazione
mafiosa”. Ma i guai di cui parla Massimo Ciancimino, sentito
oggi a Milano dal Tribunale di Palermo come imputato di reato
connesso nel processo ‘Gotha’, sarebbero continuati anche in
tempi recentissimi: “Da quando parlo con i magistrati della
Procura di Palermo -ha affermato in aula a San Vittore- ho
ricevuto piu’ volte minacce e non vivo piu’ nel capoluogo
siciliano. L’ultima volta e’ successo dieci giorni fa: nella
citta’ in cui mi trovo attualmente ho ricevuto una lettera
anonima con tre proiettili e le foto mia, del pm Di Matteo e
del procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, ai quali
sto rendendo dichiarazioni. C’era una constatazione, molto bene
informata, del fatto che mi stavo mettendo tutti contro,
magistrati, imputati e istituzioni; e poi mi dicevano che non
avrei avuto molta strada e che avrei incontrato altro tipo di
proiettili”. Il figlio dell’ex sindaco di Palermo ha detto
anche che questo fatto ha turbato i suoi equilibri familiari.
Warning: Trying to access array offset on false in /home/clients/c746c24e456c57646db75814aa04b64f/sites/liberaapache.websitefortest.win/wp-content/plugins/pro-elements/modules/dynamic-tags/tags/post-featured-image.php on line 39
Articoli correlati

Lunedì 21 settembre è la Giornata mondiale della Pace. Manifestazioni in 149 città italiane
Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace
18 Settembre 2026

La Serbia espelle Massimo Moratti, corrispondente OBCT da Belgrado
Osservatorio Balcani Caucaso e Transeuropa (OBCT)
18 Settembre 2026

Libera: “Profonda inquietudine per nuova intimidazione ai danni di Alessandra Cerreti
Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie
18 Settembre 2026

Depistaggio Borsellino, Cassazione conferma prescrizione per i tre poliziotti
Redazione
17 Settembre 2026