Alla mezzanotte del 31 dicembre 2013, il dato definitivo degli stranieri sbarcati sulle nostre coste dall’inizio dell’anno è di 42.925. Erano 13.267 nel 2012. Lampedusa e le spiagge siciliane sono state quelle, come ogni anno, che hanno registrato il maggior impatto con circa 37mila persone, in gran parte profughi, di cui 14.753 solo a Lampedusa e Linosa. Anche la Calabria, con 3.980 “sbarcati”, ha registrato un incremento apprezzabile rispetto al 2012 (2.056). Relativamente alla nazionalità di provenienza, la Siria è in testa con 11.307 persone, seguita dall’Eritrea con 9.834, dalla Somalia con 3.263, dall’Egitto con 2,728, dalla Nigeria con 2.680, dal Gambia con 2.619, dalPakistan con 1.753, dal Mali con 1.674, dal Senegal con 1.314, dalla Tunisia con 833 e “altri paesi” con 4.920. Oltre duemila gli stranieri localizzati su imbarcazioni e “ripresi in carico” ( “pesante”espressione ministeriale) dalle motovedette tunisine e libiche. Lo “scenario” marino ha riguardato anche 4.609 persone soccorse in mare, in acque internazionali, senza intervento italiano e di cui si ignora la destinazione finale. Ora che il dispositivo aeronavale “Mare Nostrum” è stato sospeso, c’è da sperare soltanto che altri barconi non salpino dalle coste africane perché, con le pessime condizioni meteo marine che caratterizzano questo periodo dell’anno, c’è il rischio concreto che sipossano verificare altri drammi. Scampati i quali si profilano situazioni non certo entusiasmanti. Infatti, quei disperati, una volta soccorsi e rifocillati, vengono concentrati nei vari centri di “accoglienza”, per i “richiedenti asilo”, di “primo soccorso” (CDA, CARA, CSPA) e di “primissima accoglienza”, ubicati sul territorio nazionale. Basta dare uno sguardo alla situazione (la sera del 31 dicembre 2013), del surplus di presenze di uomini, donne e bambini in tutti centri: 10.714 presenze su una capacità teorica di 6.810 ed una effettiva di 7.501. Nel dettaglio (fonte, Ministero dell’Interno, Dipartimento per le libertà civili e per l’immigrazione, Ufficio del Monitoraggio delle presenze e della movimentazione), ad eccezione del centro di Lampedusa, dove sono rimasti soltanto 17 stranieri ( si ricorderanno le proteste dei giorni scorsi conseguenti alle vergognose immagini delle disinfestazioni antiscabbia), di Cagliari, (CDA-CARA), dove si rilevano 205 presenze e 15 posti disponibili, e di Trapani Salina Grande (CDA-CARA), 254 posti occupati su 260, il sovraffollamento è evidente ad Ancona (CDA-CARA), dove si registrano 86 presenze innanzi ad una capienza teorica di 68 posti; a Bari (CDA-CARA), 1.483 presenze con una capienza teorica di 744 ed una effettiva di 1.216; a Brindisi (CDA-CARA), 177 presenze su 128 posti effettivi; a Caltanisetta (CDA-CARA), 478 presenze su 456 disponibili; a Mineo (CDA-CARA), 3.829 presenze sulla capienza effettiva di 2mila; a Crotone (CDA-CARA), 1.744 presenze su 1.370 posti effettivi; a Foggia (CDA-CARA), 725 su 580 posti effettivi; a Gorizia (CDA-CARA), 154 su 138; a Pozzallo di Ragusa (CPSA), 285 presenze su 180 posti disponibili; a Roma (CDA-CARA), 737 su 650. Altri stranieri sono stati, infine, sistemati alla meglio in “strutture emergenziali” come a Palermo (416), a Trapani (621) e a Siracusa (393).
Certo ci vuole tempo per rivedere tutta la questione migratoria: la legge sull’asilo, sulla protezione internazionale sussidiaria e umanitaria, le odiose norme di “Bossi-Fini-Maroni”, le lunghe permanenze nei Cie. Nel frattempo, in un paese normale e civile, dove pretendo di vivere, ci sidoveva attrezzare in tempo e meglio per “accogliere” e garantire condizioni dignitose di vita a tutte quelle persone “pigiate” nei centri. O dobbiamo aspettare ancora che qualcuno si cucia la bocca o compia altri gravi atti di autolesionismo per risolvere il problema?



