Fra gli anni Venti e Trenta del Novecento un laico scrive al suo parroco: lettere pungenti, ironiche e a tratti spietate in cui gli dice quello che ai suoi occhi proprio non va in parrocchia: troppo clericalismo, un Vangelo troppo recitato e poco vissuto, troppa indifferenza verso i poveri. L’epistolario sarebbe già sorprendente in sé per la lungimiranza profetica e il coraggio di parlare alla chiesa di quegli anni, ma diventa una testimonianza straordinaria perché quel finto laico è in realtà lo stesso don Primo Mazzolari.
Don Primo Mazzolari (1890-1959), prete cremonese, è stato parroco di Cicognara e poi Bozzolo, nella bassa mantovana. Spesso al centro di polemiche e di provvedimenti disciplinari, ha saputo interpretare il Vangelo alla luce delle esigenze dell’uomo contemporaneo, diventando un autentico anticipatore di tematiche poi care al concilio Vaticano II e anche al magistero di papa Francesco.
Primo Mazzolari
Lettere al mio parroco
Edizione critica a cura di Paola Bignardi
EDB, 2026
Pagg. 156/€ 14,50



