
Tonnellate di materiale esplosivo presso lo svincolo di Capaci ,un grande frastuono e la terra che si apre; perdono così la vita i magistrati Giovanni Falcone e Francesca Morvillo insieme ad alcuni agenti della scorta: Antonio Montinaro ,Vito Schifani, Rocco Di Cillo. Tumulti, grida, lacrime; Palermo è sconvolta dalla morte dell’uomo che ha messo in ginocchio la mafia, che ha fatto tremare la “Cupola” provocando significative lesioni alla possente architettura di “Cosa Nostra”.
Vent’anni dopo la strage rifletto sul perché del tragico omicidio del giudice Falcone e scopro che il mio interrogativo affonda le sue radici proprio nel territorio corleonese. Qui la mafia è germogliata, si è alimentata, è cresciuta con le sue faide, con la sua Cupola, divenendo in breve tempo l’organizzazione criminale più spietata dei nostri giorni, la quale rifiutando l’autorità dello Stato la osteggia provocando immensi fiumi di sangue. Ecco perché sono stati ammazzati eroi come Falcone e Borsellino: hanno cercato di sradicare Cosa Nostra dalle radici con scrupoloso coraggio ,hanno dato la vita per la nostra Sicilia ,per l’Italia intera , ma soprattutto hanno smosso le coscienze pietrificate ,dove la parola “mafia” era divenuta ormai una realtà interiore cristallizzata e per questo non considerata nella sua atroce e malvagia illegalità. Tuttavia solo l’eco di una morte eroica ha risvegliato la coscienza dei corleonesi ,degli italiani.
“Il silenzio della morte che produce il frastuono del cuore”, forse è questa la nota più dolente ; la nostra omertà ha distrutto questi giudici incorruttibili ,li ha lasciati soli ancor prima di morire tragicamente nella loro amata terra ,nella nostra amata terra ,dove bellezza e morte appaiono sì opposte ,ma inscindibili l’una dall’altra. Corleone oggi sembra aver mutato faccia. “Legalità” è la parola che fuoriesce dalla bocca di molti giovani che ,come me, sperano in un futuro migliore per un paese che sta tentando con tutte le forze di sollevarsi, di reagire al fenomeno mafioso che ne ha segnato gli anni più bui.
Demolire il passato, ricostruire la storia e dare un volto al presente per gettare le fondamenta del nostro futuro, del nostro domani ; questo è il difficile compito del cittadino. Fantasmi del passato e ancora oggi troppi fantasmi del presente, sembrano purtroppo voler scrivere silenziosi le righe del nostro futuro, ma noi con animo imperturbabile trascriviamo nei nostri cuori il messaggio “illuminista” di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e nelle menti ne tracciamo un disegno indelebile per una Corleone più libera, per un’Italia più civile.



