In nome dell’antimafia

PRIMA DI COPERTINA IN NOME DELL'ANTIMAFIA

“Questa inchiesta è cominciata nel 2013, allorché alcuni familiari di persone sottoposte a indagine per sospette collusioni mafiose, che avevano scelto di collaborare con i magistrati, dopo avere subito danni ai loro impianti per avere denunciato i loro estorsori, si sono trovati nella morsa dell’ufficio Misure di Prevenzione, che aveva disposto il sequestro dei loro beni, affidandoli nelle mani di amministratori giudiziari ai quali ben poco importava delle sorti delle aziende e delle persone e che vi lavoravano, e ne causavano lo sfascio o una drastica diminuzione del volume degli affari. Alcuni, che avevano sperato di continuare a lavorare offrendo la propria collaborazione, si erano invece ritrovati privi dalla loro attività, abbandonati dalla macchina amministrativa che avrebbe dovuto tutelarli e, non avendo più nulla da perdere, hanno voluto rendere note le loro vicende, raccontandole alla redazione della piccola emittente di Partinico, Telejato, affinché si portasse a conoscenza il modo di operare di alcuni settori della giustizia italiana. Da allora è diventato un continuo viavai di gente, vittime delle più incredibili vicende, provenienti da ogni parte della Sicilia, alle quali era rimasta una sola possibilità, dopo aver perso tutto: comunicare agli altri le circostanze e, dal loro punto di vista, le ingiustizie di cui erano rimaste vittime. Una chiara rottura di quel muro del silenzio e dell’omertà che caratterizza gli ambienti vicini al sodalizio mafioso”.

Salvo Vitale già conduttore di Radio Aut e giornalista di strada nella lotta alle mafie e alle ingiustizie sociali, pubblica nella collana Cronisti scalzi la più grande inchiesta contro la corruzione del nostro Paese.

Questo è il terzo titolo della collana dedicata a Giancarlo Siani, dopo Secondi a nessuno di Vincenzo Strino e Napolinegra di Vincenzo Sbrizzi.

Un libro di 452 pagine, fitte di storie, testimonianze, analisi, e tante parole coraggiose. Qui si ha davvero la possibilità di leggere una delle più belle inchieste degli ultimi decenni, iniziata nel 2013 nella redazione della piccola emittente televisiva di Partinico, Telejato, diretta dal coraggioso Pino Maniaci, sulla mala gestione dei beni sequestrati della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, guidata da Silvana Saguto.

L’ex presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo è stata condannata in primo grado a 8 anni e 6 mesi di carcere per presunti affari illeciti nella gestione dei beni confiscati alle cosche mafiose.

In nome dell’antimafia
Cronache da Telejato
Misure di Prevenzione e gestione beni confiscati
Prefazione di Pietro Orsatti

Iod edizioni, 
Pagg. 452, € 18,00

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