Il volto umano delle donne di San Luca
Scatti d’autore in mostra a New York

Foto del Movimento delle donne di San Luca

Con le macchine fotografiche, a caccia di grumi scuri di dolore, non hanno mai avuto un rapporto facile. Perché qui, di solito, si arriva per cercare le lacrime e non si resta abbastanza per scoprire i sorrisi. D’altronde, a che servirebbe?, se sei donna e sei di San Luca, la foto te l’hanno già scattata prima che nascessi e poco importa se non ti somiglia, se quella faccia senza nome e speranza catturata tra i vicoli del paese sulla collina per dare colore alle stragi di ‘ndrangheta e ai blitz elitrasportati non è la tua. Perché, da queste parti, se anche vesti di azzurro come il colore degli occhi tuoi, di tua madre e di tua figlia, l’obiettivo continuerà a vedere solo ombre nere, senza sostanza.
L’arte però non ha lo sguardo frettoloso della cronaca. Dev’essere per questo che in tante hanno deciso di non negarsi agli obiettivi dei tredici artisti  (Nicola Bettale, Nadia Cadeddu, Alberto Cecchi, Pamela Cento, Monica di Brigida, Pierluca di Pasquale, Gianni Godi, Francesca Lepori, Filippo Malice, Roger Nicotera, Emanuela Passacantilli, Rosella Sale, Gianluca Tamorri) che le facce di San Luca le mostreranno a New York, esponendo all’Onishi Gallery di Chelsea, dall’8 al 21 gennaio, il frutto di tre giorni di full-immersion calabrese.  In sintesi, le donne del piccolo paese marchiato dalla ‘ndrangheta, e dalla sua mitologia, diventeranno un’opera d’arte nello scenario internazionale e glamour della Big Apple.
“Dopo il reportage dedicato dal Los Angeles Times al movimento delle donne di San Luca si è scatenata una virtuosa reazione a catena. Siamo state contattate dalla galleria newyorchese ed è partito il progetto”, racconta Rosy Canale, presidente dell’associazione “Rosa” che da un anno, non senza difficoltà, semina iniziative nel segno della non violenza e delle pari opportunità nel paese di Corrado Alvaro. “La nostra immagine è stata di solito rubata o strumentalizzata. Oggi possiamo mostrare la nostra vera anima, un’anima solare, che non si nasconde”, giura la vicepresidente Teresa Giampaolo. In attesa di scoprire quali colori e volti riempiranno i bianchi spazi pensati dal designer giapponese Uchida, le istituzioni, non solo calabresi, plaudono convinte, garantendo patrocinio e sostegno (tra gli enti “amici” il ministero dei Beni culturali, la Provincia di Reggio Calabria, la prefettura di Reggio Calabria, l’istituto italiano di cultura di New York, l’Università di Perugia,  l’Università La Sapienza, l’Accademia delle Belle Arti di Reggio Calabria).