Non c’è dubbio che l’edizione di quest’anno del Forum Sociale Mondiale passerà alla storia per l’Assemblea di ieri sera. Cinque presidenti di altrettanti Paesi sudamericani che partecipano al dibattito. Lugo (Paraguay), Correa (Ecuador), Chavez (Venezuela), Morales (Bolivia) e Lula (Brasile). Partecipano dicendo di essere esattamente il risultato del processo innescato nel continente dai Forum Sociali. Motivano le scelte di giustizia dei loro governi alla luce della dottrina sociale della chiesa e dei principi del socialismo. Infiammano la platea proponendo campagne per l’abolizione del diritto di veto nel Consiglio di sicurezza dell’ONU e per la salvaguardia della diversità culturale. Si riconoscono come un segno di speranza per il domani insieme a Barak Obama perché “Non sarebbe stato immaginabile un presidente afroamericano negli USA” (Lula). E nemmeno un indigeno presidente in Bolivia o un vescovo della teologia della liberazione in Paraguay, o un socialista nella nazione che controlla risorse petrolifere o un sindacalista in un Paese grande quanto un continente… Al di là dei loro discorsi, ieri è stata la giornata dei presidenti perché era bello, significativo e importante che ci fossero in mezzo a una marea di gente. Oceano del futuro.
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