Cinque ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite stamattina a Palermo dalla Direzione investigativa antimafia. I provvedimenti riguardano quattro componenti della famiglia mafiosa del quartiere Ciaculli che avevano favorito la lunga latitanza (oltre 16 anni) del boss Filippo La Rosa, condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio di Giovanni Fici, commesso a Palermo l’1 febbraio 1988. Anche La Rosa è stato raggiunto dall’ordinanza di custodia per associazione mafiosa.Le indagini sono state coordinate dalla Dda di Palermo. Oltre a La Rosa, che ha ricevuto l’ordinanza cautelare in carcere, gli altri quattro arrestati, tutti ai domiciliari, sono Angelo Anello, 69 anni, Francesco e Pietro Arnone, di 21 e 70 anni, Salvatore Greco, 45 anni. Sono tutti accusati di aver favorito la latitanza di La Rosa, arrestato il 10 settembre dello scorso anno. I fiancheggiatori pensavano quotidianamente al cibo per il latitante e provvedevano a tutelare il territorio, rendendo difficile l’individuazione dei canali attraverso i quali venivano in contatto con La Rosa. All’indomani delle prime dichiarazioni di Totuccio Contorno, nell’ottobre ’84, molti affiliati all’organizzazione avevano deciso di rendersi irreperibili, certi che da lì a poco sarebbero stati raggiunti da provvedimenti restrittivi, e fra questi i quattro La Rosa: Antonino, Filippo e i due Angelo; Anello e Arnone, arrestati oggi. Le indagini sono state coordinate dal procuratore aggiunto della Dda di Palermo, Ignazio De Francisci, e dal sostituto Marzia Sabella.
“Favorirono la latitanza di un boss”
Mafia, cinque arresti a Palermo
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