Don Luigi Ciotti sull’ “Albero di Falcone”

Albero Falcone a Palermo (Foto Repubblica.it)

«Spogliare l’albero di Falcone dei ricordi, delle immagini, dei
disegni, delle parole che lo arricchiscono è un atto vile quanto vano.
Quell’albero ha infatti radici nell’impegno di molti. E’ un albero che
non cessa mai di crescere in altezza e profondità, di nutrire le
speranze dei palermitani, dei siciliani, degli italiani onesti.

Le
mafie si affermano facendo terra bruciata attorno a sé. Giovanni
Falcone e tutte le vittime delle mafie ci hanno insegnato a rendere le
terre fertili di futuro. Quell’atto vandalico è paradossalmente un
segno di debolezza. Dimostra la forza di quella memoria divenuta
impegno. Mette a nudo non l’albero di Giovanni, ma la paura di chi
sente che il suo impegno per la giustizia è ancora tra noi, nei tanti
disposti a continuarlo».