“Condannate il senatore Marcello Dell’Utri a 11 anni di carcere, per
concorso esterno in associazione mafiosa”. Il sostituto procuratore
generale Nino Gatto conclude la requisitoria del processo d’appello al
senatore del Pdl chiedendo ai giudici di aumentare la condanna inflitta
in primo grado, che era stata di 9 anni.
“L’imputato è stato al
servizio dell’organizzazione mafiosa per oltre un trentennio – dice
Gatto – nel processo d’appello sono emerse nuove prove: le
dichiarazioni del collaboratore Gaspare Spatuzza si sono integrate in
maniera armoniosa con quanto già stabilito dalla sentenza del tribunale
di Palermo a proposito dei rapporti che l’imputato ha intrattenuto con
i fratelli Graviano, capimafia di Brancaccio. Il processo d’appello ha
provato soprattutto che il senatore Marcello Dell’Utri avrebbe avuto un
ruolo determinante per l’approvazione di alcuni provvedimenti
legislativi che hanno favorito concretamente le organizzazioni mafiose”
.
In apertura d’udienza, il pg aveva ribadito che Dell’Utri
“ha avuto rapporti con il boss Vittorio Mangano” e che “fu il tramite
per l’assunzione del mafioso nella villa di Arcore di Silvio
Berlusconi”. Ad ascoltare l’ultima parte della requisitoria erano
arrivati i legali di Marcello Dell’Utri, Nino Mormino, Giuseppe Di
Peri, Pietro Federico e Sandro Sammarco. Poco prima delle 11 era
arrivato in aula anche il senatore del Pdl



