Daphne Caruana Galizia, nove anni dopo la richiesta di verità e giustizia non si ferma

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A Malta le commemorazioni per la giornalista uccisa nel 2017. Presente anche Francesca Rispoli, copresidente di Libera: «Noi siamo il rumore che non volevano».

Daphne Caruana Galizia è morta il 16 ottobre 2017, poco dopo aver pubblicato il suo ultimo post sul blog attraverso il quale denunciava corruzione e intrecci tra potere politico e interessi economici a Malta. A ucciderla è stata un’autobomba esplosa nei pressi della sua abitazione, a Bidnija. Aveva 53 anni.

Ancora oggi restano domande senza risposta su chi lo abbia ordinato.

Il 2 settembre scorso, Yorgen Fenech, l’imprenditore maltese accusato di essere il mandante dell’assassinio, è stato assolto dalle accuse di complicità e associazione a delinquere finalizzata all’omicidio. Il 23 settembre la procura maltese ha presentato appello contro la sentenza. Sebbene siano state accertate responsabilità per l’organizzazione e l’esecuzione materiale dell’attentato, non è stata ancora individuata giudiziariamente la persona che ne ordinò l’esecuzione.

A nove anni dall’omicidio, il 16 ottobre Malta è tornata a ricordare Daphne Caruana Galizia e a chiedere verità e giustizia.

Alle commemorazioni ha partecipato anche Francesca Rispoli, copresidente di Libera, presente a Bidnija, nel luogo dell’attentato e alla manifestazione serale organizzata da Repubblika a La Valletta.

Una presenza che si inserisce nell’impegno portato avanti anche attraverso CHANCE – Civil Hub Against orgaNised Crime in Europe, la rete europea promossada Libera che riunisce organizzazioni e attivisti impegnati in molti paesi europei. 

«Noi siamo il rumore che non volevano», ha dichiarato Francesca Rispoli durante la veglia, ricordando che l’assassinio della giornalista non è riuscito a mettere a tacere chi continua a chiedere verità e giustizia.

«Sempre più spesso le organizzazioni criminali si insinuano nei sistemi legali e negli interessi economici, privilegiando gli affari alla violenza, perché le bombe fanno rumore e attirano l’attenzione», ha aggiunto Rispoli.

Il nome di Daphne Caruana Galizia è tra quelli che Libera ricorda ogni anno il 21 marzo, durante la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, insieme a quelli di altre vittime della criminalità e della violenza contro chi cerca la verità, tra cui Anna Politkovskaya, Ján Kuciak e Martina Kusnírová. 

Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie

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