Capitano Ultimo

Libro calasanzio

Spesso ad originare le leggende sono gli stessi meccanismi che ci allontanano dalla possibilità  di sapere la verità: se ad essere in gioco sono pagine fondamentali della nostra storia recente l’esito è drammaticamente letale. Ecco allora il merito indubbio di un libro: quello di non accontentarsi delle versioni ufficiali accreditate e poi cristallizzate nell’icona mediatica di personaggi, la cui rappresentazione finisce con il cozzare violentemente con la realtà. «Prima di iniziare questo lavoro e ora che sono alla fine, la mia convinzione non vacilla: il Capitano Ultimo è, sulla terra, l’uomo più distante da Cosa nostra che ci possa essere. E rimango abbastanza convinto che mai avrebbe fatto coscientemente qualcosa sapendo di favorire la mafia. Ciò dimostra anche perché questo non sia in alcun modo un libro contro Ultimo, ma solamente su Ultimo, quello vero, quello che non ha il volto bellissimo di Raoul Bova, piuttosto sull’uomo rasato a zero, che veste pantaloni militari, sneakers e sciarpa elastica che si tira su all’occorrenza, celando quel volto sconosciuto..». Questo è il senso della nuova produzione letteraria di Benny Calasanzio, freelance e scrittore. Un libro che ha provocato polemiche e reazioni, spesso feroci e sempre censurabili per la violenza espressa, da parte dei sostenitori di Ultimo, al secolo Sergio De Caprio. Al termine di un’articolata analisi delle gesta dell’ufficiale dei carabinieri passato alla storia per aver catturato il corleonese Totò Riina, il capo dei capi, pur riconoscendo l’indubbio valore dei risultati investigativi raggiunti, l’autore mette in rilievo soprattutto gli errori commessi in situazioni altrettanto cruciali.

E quindi nel libro si parla del processo a carico di De Caprio e del suo superiore, Mario Mori, per favoreggiamento aggravato dovuto alla mancata perquisizione del covo di via Bernini. Una storia ancora tutta da decifrare, dove le esigenze investigative comunicate dai carabinieri alla procura di Palermo, nella quale si era insediato da poche ore Gian Carlo Caselli, in realtà si riveleranno essere la scusa per evitare la perquisizione del luogo dove Riina viveva indisturbato con la famiglia. Il giudizio di Calasanzio va ben oltre l’esito processuale della vicenda, chiusasi poi senza danni per tutti gli ufficiali del Ros coinvolti: «Nessuno sa e potrà mai sapere quanto materiale sia andato perduto per sempre a causa di questa scelta scellerata. Forse si sarebbero scoperte tante verità che, grazie alla decisione di De Caprio, rimarranno seppellite per sempre». E dopo aver trattato le connessioni di questa vicenda con quelle relative alla trattativa tra Stato e mafia, compreso il mancato arresto dell’altro boss Bernardo Provenzano, c’è spazio anche per raccontare degli errori che Ultimo avrebbe commesso in un’altra zona calda della Sicilia, quella del messinese, errori precedenti l’omicidio del giornalista Beppe Alfano. Un omicidio che si sarebbe potuto evitare, secondo la figlia Sonia, presidente della commissione antimafia voluta dal Parlamento Europeo, se i carabinieri di Ultimo avessero dato seguito alla scoperta che nel territorio di Barcellona viveva la sua latitanza Nitto Santapaola, altro boss di primo calibro. Una scoperta che venne anticipata alle autorità giudiziarie da Alfano e che fu forse all’origine dell’uccisione del coraggioso giornalista.  Nel libro si danno atto anche delle numerose battaglie giudiziarie che vedono coinvolto Ultimo e la tutela del suo buon nome, con controparti in causa alcuni politici e magistrati, ma non sembrano essere queste le pagine più interessanti.

Sono piuttosto alcune delle conclusioni cui giunge Calasanzio che ci sembra meritino di essere evidenziate: «La grandezza di una persona sta nell’ammettere il proprio errore: più questo è grave più valorosa sarà la sua ammissione. Per questo non perdo le speranze. Forse, per fugare ogni dubbio di trattativa e vendita di latitanti, sarebbe bastata una sola cosa: una sterile, semplice verità». Facciamo nostro pertanto l’auguro finale dell’autore: speriamo che arrivi presto il giorno in cui la verità non sia più qualcosa da cui guardarsi con sospetto, ma piuttosto la porta aperta su un domani migliore per il Paese.

Benny Calasanzio
CAPITANO ULTIMO

Aliberti Editore, Roma 2012

pp. 219 € 14,00