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Al via la quarta edizione del Festival del giornalismo di Modica


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 Raffaele Lombardo “Sua Maestà siciliana” e’ stato il presidente delle riforme, dei ” tecnici” antimafia al governo o il presidente che ha costruito la più potente macchina di consenso elettorale degli ultimi tempi in Sicilia?  La risposta, nonostate le inchieste giudiziare, sembra non sia ancora  così scontata. Ed e’ proprio il dibattito sulla figura dell’ ultimo presidente della Regione Siciliana ad aprire la prima giornata del Festival del giornalismo di Modica, giunto oramai alla sua quarta edizione ed organizzato da “Il Clandestino”, “Libera”, “I Siciliani Giovani”. Con Manuela Modica, giornalista e autrice di  “Sua Maesta’ siciliana” sul palco del festival, Daniela Sammito della redazione del “Clandestino” e il giornalista di Repubblica, Emanuele Lauria, che da anni segue l’ attualità della politica regionale. Un racconto – quello di Lombardo – che parte da un tradimento, da una scissione, quella maturata fra Lombardo e Cuffaro, che nel libro emerge dall’intervista al “padre politico” dei due, Calogero Mannino, cui la giornalista dedica un intero capitolo. 

Durante il dibattito la Modica racconta delle “manie” e delle abitudini, dei numerosi  ” disegni” del presidente della Regione, delle tante interviste che hanno dato vita al libro, degli aspetti privati e psicologici che fanno il personaggio politico, successore di Cuffaro al comando della Regione e leader incontrastato del Movimento per le Autonomie. “E’ ossessionato dal controllo – spiega Manuela Modica – e in campagna elettorale e’ una macchina da guerra”. Una scrittura fluida e avvincente quella della giornalista messinese, collaboratrice de “L’Unita’” e “Repubblica” che accompagna il lettore attraverso la cronaca di un’ ascesa politica che termina con a carico inchieste giudiziarie. Ma anche attraverso l’ uomo e il politico, Raffaele Lombardo. “Aldilà delle inchieste giudiziarie e del giudizio politico sul suo operato  – osserva il giornalista di “Repubblica”, Emanuele Lauria, il vero limite di Lombardo e’ stato continuare ad interpretare il concetto di autonomia siciliana nel solco del “cuffarismo” e non dello sviluppo potenziale del territorio “e per un presidente di un partito autonomista questa e’ stat una grande sconfitta”. 
Si parla di passato ma anche di futuro con i due giornalisti siciliani che spiegano come una macchina organizzativa così ben strutturata non sarà messa nel ripostiglio così facilmente, lasciando intendere che l’ Mpa giocherà la sua partita per le regionali di ottobre e Raffaele Lombardo, in attesa di conoscere le sorti delle inchieste giudiziarie, che lo coinvolgono sta con molta probabilità muovendo le fila, con la nota astuzia, dietro le quinte della campagna elettorale in corso.   La prima giornata del Festival del giornalismo di Modica e’ stata anche l’ occasione per la presentazione in anteprima di un altro libro, quello scritto dal giornalista di Rainews, Pino Finocchiaro intitolato “La mafia grigia” che uscirà nelle librerie il 15 settembre prossimo. Chi si nasconde a meta’ strada fra Stato e mafia? Chi sono gli uomini della “zona grigia” ? ” Sono ingegneri, architetti, possono essere commercialisti, notai, imprenditori – risponde l’autore intervistato da Angela Allegria de “Il Clandestino” – sono tutti coloro che con la mafia fanno affari e talvolta costruiscono carriere politiche. Il libro in uscita ricostruisce gli ultimi trent’ anni di “mafia grigia” del nostro Paese e si occupa anche delle inchieste su stragi e “trattativa”. E durante la serata lascia agli ospiti in sala un commovente ricordo del magistrato, Titta Scida’, recentemente scomparso e fra i pochi a denunciare connivenze con la mafia a Catania, anche dentro le istituzioni. Finocchiaro parte dal cosiddetto “Caso Catania” per lanciare ai giovani giornalisti presenti in sala un monito a non smettere di raccontare, nonostante minacce e precariato,  la realtà. A seguire, la serata si e’ conclusa proprio con la presentazione di un progetto dedicato alla memoria di Giovanni Spampinato, cronista de ” L’ Ora” che e’ stato ucciso ” perché cercava e scriveva la verita’” (con Danilo Schininà / videomaker Vincenzo Cascone / ExTempora Giovanni Arezzo / attore )
Giornalismo e antimafia, due strade che si incrociano qui a Modica in questa prima giornata di festa per il giornalismo che si conclude con le musiche di Stefano Meli e le animazioni a cura di Guglielmo Manenti ed Extempora