Questo quarto volume dell’Atlante delle mafie è dedicato al rapporto tra economia e mafie. Il peso che le mafie hanno nell’economia mondiale (e non solo in quella italiana) è tale che ormai sono le relazioni economiche, al pari di quelle politiche, a differenziarle dalle altre forme di criminalità organizzata. Sono infatti i rapporti con l’economia e con i circuiti economici legalli le qualità essenziali che differenziano una criminalità comune o semplicemente organizzata da quella di tipo mafioso.
Le mafie sono tra i protagonisti della sfera economica. Il connubio tra organizzazioni criminali mafiose ed economie ufficiali (in Europa, negli Usa, e in altri Paesi del mondo) è un dato incontrovertibile che produce notevolissimi effetti a catena.
Gli studi statistici specializzati e i principali centri di studi sull’argomento hanno da alcuni anni fornito dati abbastanza stabili che sono stati fatti propri da organismi come l’Onu e l’Ocse. E sono proprio organismi ufficiali che da tempo hanno preso atto che questo connubio non riguarda livelli periferici e marginali dell’economia, ma sempre pià il cuore delle aree strategiche dell’economia e della finanza con effetti spesso sistemici.
Oggi il controllo del territorio è solo un aspetto dell’identità mafiosa. Il controllo dell’economia è diventato più essenziale di quegli altri aspetti che nel passato definivano le qualità mafiose.
Atlante delle mafie (vol. IV)
Storia, economia, società, cultura
(a cura di Enzo Ciconte, Francesco Forgione, Isaia Sales)
Rubbettino Editore, Soveria Mannelli (CZ) 2016
pagg. 360, € 24,00



